Condannato Amato per vendita di falso San Marzano
La Cassazione ha rigettato il ricorso dell’imprenditore e industriale Antonio Amato, rendendo definitiva la condanna a 6 mesi di reclusione. Secondo l’accusa, Amato e l’imprenditore Walter Russ avrebbero prodotto e commercializzato prodotti alimentari, lavorati e confezionati per un totale di 300.000 barattoli di pelati, da considerarsi, per origine, provenienza e qualità diversa da quella dichiarata o comunque tali da trarre in inganno gli acquirenti-consumatori sulla origine, qualità e provenienza. L’origine dei pomodori San Marzano è disciplinata da un regolamento dell’Unione Europea invece Amato ha posto «in vendita o messo in circolazione opere dell’ingegno o prodotti industriali, con nomi, marchi o segni distintivi nazionali o esteri, atti a indurre in inganno il compratore sulla origine, provenienza o qualità dell’opera o del prodotto».
I fatti risalgono al 12 ottobre del 2010, quando presso la Dogana di Salerno, i carabinieri del Nac effettuarono un blitz al porto bloccando 18 container diretti verso gli Stati Uniti d’America. Al loro interno vi erano 21 partite di pomodori pelati ceduti alla “Nationalfood brands Incorporated”. Ma nè l’allora Antonio Amato & C. Molini e Pastifici in Salerno”, l’azienda che aveva commissionato il prodotto, che la “Exom Srl”, azienda di Scafati di proprietà di Walter Russo che invece ne aveva curato la produzione, erano mai state socie del Consorzio di tutela del Pomodoro di San Marzano dell’Agro sarnese nocerino Dop.
Fonte: IlMattino





